martedì, novembre 01, 2011

Io sono uno di quelli

Io sono uno di quelli che quando sul web vuole approfondire una notizia ed il link lo riporta ad un video, ci rimane male.
Io sono uno di quelli che in rete per conoscere era abituato al testo alla pagina di approfondimento fatto di paragrafi e composizione.Nessun contenuto multimediale. Il testo serve per studiare, per concentrarsi.
Le cose stanno cambiando. C'è sempre più contenuto " artistico" nei giornali online e negli strumenti di "impressione". Io lo uso il web per "sentire" e "vedere" e lo faccio per divertirmi (ora ascolto Ferro).
L'altro giorno pensavo alcune cose che lascio qui per rileggermi tra alcuni mesi:
  1. Il sociale digitale (facebook e twitter) avrà sempre meno contenuto "intimo" , sempre meno riflessioni ed approfondimento e sempre più svago (foto, giochi, link a notizie del momento). Voglio dire che c'è una curva di apprendimento per facebook come per twitter. All'inizio ci metti del tuo, le impressioni, i tuoi ragionamenti sulla vita e sulle relazioni. Poi subentra la vendetta della tua intimità. Ed il web sociale diventa strumento per dimostrare. Ovviamente ci sono eccezioni a questo ragionamento. L'uso giornalistico di questi strumenti o per il business (fan page di uno scrittore, per esempio).
  2. Scrivere seriamente qualcosa significa svuotarsi e sacrificarsi. Se non è un saggio o un testo giornalistico, allora scrivi per esprimere o per far sognare. In entrambi i casi ci devi essere già passato tu prima, devi aver riempito il solco che separa la tua voce interiore con il dialogo con gli altri.
  3. Al lavoro più maturi e più alto è il numero delle risposte che devi dare e minore è il tempo a tua disposizione per valutare. E' aumentato lo stress e sono ridotte le strategie a disposizione. L'efficienza aumenta ma le cose che contano davvero le sanno fare in pochi.

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