lunedì, settembre 20, 2010

La penna bianca

La penna bianca ad inchiostro liquido sullo sfondo nero è veramente affascinante. Mi fermo a guardare le geometrie della mia scrittura (che bella non è stata mai, davvero) e mi vengono in mente gli appunti di mia madre quando mi correggeva i compiti a casa.
E' passato un anno esatto dall'ultima volta che ho scritto nella mia vera bacheca. Ho ripreso ora semplicemente perchè ne avevo la volontà e la necessaria concentrazione.
  • In un anno sofia è diventata più vecchia e forse anche io (il numero di capelli bianchi è un indicatore quantitativo affidabile in questo senso);
  • in un anno alcune cose sono diventate più ampie e dilatate e meno controllate ma più intense come la tristezza e la gioia;
  • in un anno ho travasato il tempo dedicato alle cose che "andavano" fatte e l'ho impiegato nel fare le cose che "volevo" realmente fare per me e per gli altri;
  • in un anno mi sono reso conto che all'improvviso tutto può andare più veloce di quanto hai mai immaginato e che la vita non è dritta ma è fatta a binari (paralleli);
  • in un anno ho sperimentato che il 70% delle cose materiali che avevo in realtà non servivano a nulla;
  • in un anno ho cambiato profilo, ho cambiato organizzazione, ho mutato competenze pur rimanendo nella stessa azienda Ho capito che le relazioni vanno coltivate partendo da chi lavora e chi conosce i sistemi. Ho capito che scindere la parte di analisi dalla realizzazione del progetto è spesso pericoloso. Ho capito che c'è voglia di relazione, di comunità, di socialità, ma a tempi e modi che sono decisi da ognuno e soprattutto non vanno imposti. Ho capito che c'è ancora chi vuole sentire il parere di un legale prima di distribuire un blog o wiki in azienda.
  • dopo vari tentativi in un anno ho finalmente capito che Sveva deve provare ad andare a cavallo: l'odore dello sterco e l'umidità e le carote ed la presenza del puledro gigante e forte le daranno consapevolezza e responsabilità.
Che cosa mi manca:
  • la calma per elaborare e considerare e studiare ed aspettare che la concentrazione prenda il sopravvento sulla frenesia di essere ovunque;
  • il tempo per assorbire le scosse che ricevi quando abbracci le tue figlie mentre provi a misurare loro le scarpe o inventare accostamenti di tessuti improbabili.
La penna bianca con cui ho scritto questi appunti è esattamente quello che sono ora. Bianco o Nero. Tutto o Niente. Intollerante o Curioso all'eccesso.

O magari uno che, saltando il fosso, guarda indietro.

1 commenti:

mike ha detto...

scrivere fa sempre bene.
anche rileggere, dopo un po'.
e' come guardare indietro dopo aver saltato il fosso; basta che lo fai senza rimpianti, perchè il prossimo salto sarà comunque sempre più bello, emozionante, stimolante e da scoprire.

ci vediamo al prossimo salto.

mike.