La nostra mente è un risultato complesso e inaspettato di accrocchi cognitivi (definiti kluge) in grado di provocare omentanee perdite di controllo del sistema deliberativo a vantaggio del sistema ancestrale anche detto dei riflessi.
Quando la pressione e lo stress generati da una situazione specifica aumenta il fragile apparato di autocontrollo presta il fianco al sistema degli istinti. A complicare ulteriormente le cose c'è l'intrinseco desidero di conferma in base al quale ci convinciamo di avere sempre ragione e all'opposto abbiamo quello che definiamo ragionamento interessato (proteggiamo le nostre credenze)
La natura della memoria che è di tipo "contestuale" (estraiamo quello che abbiamo bisogno dai nostri ricordi servendoci degli indizi che rileviamo dal contesto in cui ci troviamo) la rende inadatta alle svariate sollecitazioni della vita.
Ci sono poi fenomeni negativi quali l'ancoraggio (scegliamo un punto di partenza arbitrario e da lì procediamo alla ricerca della conferma che più ci aggrada), l'illusione di focalizzazione (dirottare l'attenzione su un dettaglio della situazione globale) e disponiamo di un sistema linguistico ambiguo.
E' come se la nostra mente fosse costruita su strati di "tecnologia" frutto dell'evoluzione della specie; livelli che la rendono tutt'altro che perfetta. Proprio questo accrocchio sottolinea uno degli errori fondamentali del creazionismo: credere che l'uomo sia il frutto perfetto di una entità onnipotente.
In fondo, conclude l'autore la nostra mente è fatta per procurarsi cibo e reagire prontamente ai pericoli dell'ambiente in cui viviamo. Tutto il resto è forzare un meccanismo che si è solo "adattato" a farlo.
[personale sintesi del libro Kluge di Gary Marcus letto dal 20 settembre 2008 al 3 gennaio 2009].
Quando la pressione e lo stress generati da una situazione specifica aumenta il fragile apparato di autocontrollo presta il fianco al sistema degli istinti. A complicare ulteriormente le cose c'è l'intrinseco desidero di conferma in base al quale ci convinciamo di avere sempre ragione e all'opposto abbiamo quello che definiamo ragionamento interessato (proteggiamo le nostre credenze)
La natura della memoria che è di tipo "contestuale" (estraiamo quello che abbiamo bisogno dai nostri ricordi servendoci degli indizi che rileviamo dal contesto in cui ci troviamo) la rende inadatta alle svariate sollecitazioni della vita.
Ci sono poi fenomeni negativi quali l'ancoraggio (scegliamo un punto di partenza arbitrario e da lì procediamo alla ricerca della conferma che più ci aggrada), l'illusione di focalizzazione (dirottare l'attenzione su un dettaglio della situazione globale) e disponiamo di un sistema linguistico ambiguo.
E' come se la nostra mente fosse costruita su strati di "tecnologia" frutto dell'evoluzione della specie; livelli che la rendono tutt'altro che perfetta. Proprio questo accrocchio sottolinea uno degli errori fondamentali del creazionismo: credere che l'uomo sia il frutto perfetto di una entità onnipotente.
In fondo, conclude l'autore la nostra mente è fatta per procurarsi cibo e reagire prontamente ai pericoli dell'ambiente in cui viviamo. Tutto il resto è forzare un meccanismo che si è solo "adattato" a farlo.
[personale sintesi del libro Kluge di Gary Marcus letto dal 20 settembre 2008 al 3 gennaio 2009].

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